Guida fiscale

Tasse del forfettario 2026: come si calcolano e quanto paghi

Nel forfettario paghi contributi INPS e imposta sostitutiva sugli incassi per il coefficiente. La formula, gli esempi 2026, l'aliquota al 5% e quando si paga.

In questa guida
  1. Come si calcolano, in quattro passi
  2. Il coefficiente della tua attività
  3. Imposta al 15% o al 5%
  4. Quanto paghi: esempi 2026
  5. Quando si pagano
  6. Il primo anno e il secondo
  7. Quanto mettere da parte
  8. Il conto con i tuoi numeri
  9. Cosa resta fuori
  10. Da leggere anche
  11. Domande
  12. Fonti

In breve

  • Nel forfettario le tasse si calcolano sugli incassi dell'anno moltiplicati per il coefficiente della tua attività: 78% per i professionisti, 67% per molte attività informatiche.
  • Su quel reddito paghi i contributi INPS, il 26,07% se sei iscritto solo alla Gestione Separata, e l'imposta sostitutiva: 15%, o 5% nei primi cinque anni se hai i requisiti.
  • Con coefficiente 78% e imposta al 15% va in tasse e contributi il 29,0% di ogni incasso; con il 5% il 23,2%.
  • Si paga l'anno dopo: saldo e primo acconto entro il 30 giugno, nel 2026 entro il 20 luglio, e secondo acconto entro il 30 novembre.
  • Nell'anno di apertura non si versa niente; il secondo anno arrivano insieme saldo e acconti.

Come si calcolano, in quattro passi

Nel forfettario non si parte dalle fatture e non si tolgono le spese: si parte dagli incassi dell'anno.

  1. Reddito lordo = incassi dell'anno × coefficiente di redditività.
  2. Contributi INPS = reddito lordo × 26,07%, per chi è iscritto solo alla Gestione Separata.
  3. Reddito imponibile = reddito lordo − contributi previdenziali versati nell'anno.
  4. Imposta sostitutiva = reddito imponibile × 15%, oppure × 5% nei primi cinque anni.

La legge toglie dal reddito i contributi versati nell'anno, non quelli dell'anno a cui si riferiscono. Gli esempi di questa guida, come le stime di Feen, tolgono i contributi dello stesso anno: dal terzo anno in poi la differenza è piccola, nel primo anno no. Lo spiega la guida sul secondo anno di partita IVA.

Il coefficiente della tua attività

Il coefficiente dipende dal codice ATECO e dice quale parte degli incassi diventa reddito:

  • 78%: attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione, servizi finanziari e assicurativi;
  • 67%: altre attività economiche, comprese molte attività informatiche;
  • 62%: intermediari del commercio;
  • 54%: commercio ambulante di prodotti non alimentari;
  • 40%: commercio all'ingrosso e al dettaglio, alloggio e ristorazione, industrie alimentari;
  • 86%: costruzioni e attività immobiliari.

Se non sai quale ti tocca, guarda il codice ATECO della tua partita IVA. Chi è iscritto come artigiano o commerciante versa contributi diversi, fissi sul minimale più una percentuale: questa guida calcola solo la Gestione Separata.

Imposta al 15% o al 5%

L'imposta sostitutiva è al 15%. Scende al 5% per l'anno di apertura e i quattro successivi se l'attività è davvero nuova: nessuna attività d'impresa o professionale nei tre anni prima e niente prosecuzione di un lavoro già svolto da dipendente o da autonomo, salvo la pratica obbligatoria per una professione. Al posto di Irpef, addizionali e Irap paghi solo questa imposta, e niente IVA sulle fatture.

Quanto paghi: esempi 2026

Con la sola Gestione Separata, contributi al 26,07%, la parte che va in tasse e contributi è sempre la stessa percentuale degli incassi:

  • coefficiente 78%, imposta al 15%: su 20.000 € sono 5.796,88 €, su 30.000 € 8.695,32 €, su 50.000 € 14.492,21 €, su 60.000 € 17.390,65 €. Sempre il 29,0%;
  • coefficiente 78%, imposta al 5%: su 30.000 € sono 6.965,36 €, il 23,2%;
  • coefficiente 67%, imposta al 15%: su 30.000 € sono 7.469,06 €, su 50.000 € 12.448,43 €. Il 24,9%;
  • coefficiente 67%, imposta al 5%: su 30.000 € sono 5.983,07 €, il 19,9%.

La voce più pesante sono i contributi. Su 30.000 € con il 78% il reddito lordo è 23.400 €: 6.100,38 € vanno all'INPS, l'imposta si calcola sui 17.299,62 € che restano.

Sono stime con i parametri del 2026: la cifra vera è quella della tua dichiarazione dei redditi.

Quando si pagano

Le tasse di un anno si pagano l'anno dopo, insieme agli acconti dell'anno in corso:

  • entro il 30 giugno: saldo dell'anno prima e primo acconto dell'anno, per imposta e contributi. Nel 2026 la scadenza è slittata al 20 luglio;
  • entro il 30 novembre: secondo acconto.

L'acconto dell'imposta è il 100% dell'imposta dell'anno prima, in due rate del 50%; quello dei contributi l'80%, in due rate del 40%. Come si calcolano, e cosa cambia se quest'anno guadagni meno, lo spiega la guida su acconti e saldo.

Il primo anno e il secondo

Nell'anno di apertura non si versa niente: non c'è un anno prima su cui calcolare gli acconti. L'anno dopo, nella stessa scadenza, arrivano il saldo del primo anno e il primo acconto del secondo. È il momento in cui molti si trovano scoperti: i numeri sono nella guida sul secondo anno.

Quanto mettere da parte

Se la quota che va in tasse è sempre la stessa percentuale, il modo più semplice è spostarla da parte a ogni incasso. Le percentuali per ogni caso sono nella guida su quanto accantonare; se parti dal netto che vuoi avere al mese, c'è la guida su quanto fatturare.

Il conto con i tuoi numeri

Gli esempi usano cifre tonde e incassi regolari. Con i tuoi estratti conto Feen fa lo stesso conto sugli incassi veri, mese per mese, e ti dice quanto dei soldi sul conto è davvero tuo.

Per un conto veloce con una cifra tua c'è il calcolatore delle tasse del forfettario: scrivi gli incassi dell'anno e vedi imposta, contributi e netto, riga per riga.

Cosa resta fuori

Questa guida non copre i contributi di artigiani, commercianti e casse professionali, i redditi diversi da quelli della partita IVA e i requisiti per entrare nel regime. Sopra gli 85.000 € di incassi si esce dal forfettario l'anno dopo; sopra i 100.000 € subito, con l'IVA dall'operazione che supera la soglia.

Da leggere anche

  • Acconti e saldo

    L'acconto del forfettario è il 100% dell'imposta dell'anno prima, in due rate del 50%; per i contributi l'80%, in due del 40%. Date, codici tributo, esempio.

  • Il secondo anno

    Il primo anno da forfettario non versi tasse; il secondo paghi il saldo del primo e gli acconti del secondo, per imposta e contributi. Esempio e piano al mese.

  • Quanto accantonare

    Da forfettario in Gestione Separata metti da parte il 29% di ogni incasso con coefficiente 78% e imposta al 15%, il 23% con il 5%. Le percentuali e il perché.

  • Quanto fatturare

    Per 2.000 € netti al mese da forfettario servono 2.816 € di incassi al mese con coefficiente 78% e imposta al 15%. Le cifre da 1.500 a 5.000 € netti.

Domande

Quante tasse paga un forfettario su 30.000 € di incassi?

Con coefficiente 78%, Gestione Separata e imposta al 15%: 6.100,38 € di contributi e 2.594,94 € di imposta, 8.695,32 € in tutto, il 29,0% degli incassi. Con l'imposta al 5% l'imposta scende a 864,98 € e il totale a 6.965,36 €.

Le tasse si pagano sulle fatture emesse o sugli incassi?

Sugli incassi: il forfettario è per cassa. Una fattura di dicembre pagata a gennaio conta nell'anno in cui arrivano i soldi.

Le spese dell'attività si possono scaricare?

No. Il coefficiente tiene già conto delle spese in modo forfettario: dal reddito si tolgono solo i contributi previdenziali versati nell'anno.

Dopo cinque anni l'imposta passa al 15%?

Sì. Il 5% vale per l'anno di apertura e i quattro successivi, se hai i requisiti delle nuove attività: nessuna attività d'impresa o professionale nei tre anni prima e niente prosecuzione di un lavoro già svolto, salvo la pratica obbligatoria. Dal sesto anno l'imposta è al 15%.

Fonti

  1. Legge 23 dicembre 2014, n. 190, articolo 1, commi 54-89Normattiva
  2. Regime forfetario: reddito e tassazioneAgenzia delle Entrate
  3. Gestione Separata, le aliquote contributive per il 2026 (circolare n. 8 del 3 febbraio 2026)INPS
  4. Scadenzario: versamento dell'imposta sostitutiva del regime forfetario, 20 luglio 2026Agenzia delle Entrate
  5. Come si paga l'Irpef: saldo e accontiAgenzia delle Entrate
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