Guida fiscale

Secondo anno di partita IVA forfettaria: cosa paghi e quando

Il primo anno da forfettario non versi tasse; il secondo paghi il saldo del primo e gli acconti del secondo, per imposta e contributi. Esempio e piano al mese.

In questa guida
  1. Perché il secondo anno pesa di più
  2. Un esempio con i numeri
  3. Quanto mettere da parte al mese
  4. I contributi del primo anno, una precisazione
  5. Dal terzo anno in poi
  6. Il conto con i tuoi numeri
  7. Da leggere anche
  8. Domande
  9. Fonti

In breve

  • Nell'anno in cui apri la partita IVA non versi né imposta né contributi: non c'è un anno prima su cui calcolare gli acconti.
  • L'anno dopo, entro il 30 giugno, arrivano insieme il saldo del primo anno e il primo acconto del secondo, per imposta e contributi; a novembre il secondo acconto.
  • Con 30.000 € incassati nel primo anno, coefficiente 78% e imposta al 5%, sono 9.838,00 € a giugno e 2.872,64 € a novembre.
  • In pochi mesi esce il 42% degli incassi del primo anno: per questo conviene mettere da parte una quota dal primo incasso.
  • Non paghi le tasse due volte: gli acconti anticipano quelle del secondo anno e si scalano dal saldo dell'anno dopo.

Perché il secondo anno pesa di più

Nel forfettario le tasse di un anno si pagano l'anno dopo, e ogni anno si versa anche un acconto su quello in corso. Nell'anno di apertura non c'è niente da saldare né un anno prima su cui calcolare l'acconto: non versi niente.

L'anno dopo si sommano tre cose: il saldo dell'imposta del primo anno, il saldo dei contributi del primo anno e gli acconti del secondo anno, calcolati proprio sul primo. Il saldo arriva intero, perché nel primo anno non hai versato acconti.

Un esempio con i numeri

Partita IVA aperta nel 2025, 30.000 € incassati nel 2025, coefficiente 78%, imposta al 5%, Gestione Separata. Le tasse del 2025 sono 864,98 € di imposta e 6.100,38 € di contributi.

Entro il 20 luglio 2026, la scadenza di giugno con la proroga di quest'anno:

  • saldo dell'imposta 2025: 864,98 €;
  • primo acconto dell'imposta 2026: 432,49 €;
  • saldo dei contributi 2025: 6.100,38 €;
  • primo acconto dei contributi 2026: 2.440,15 €.

In tutto 9.838,00 €. Entro il 30 novembre 2026: 432,49 € di imposta e 2.440,15 € di contributi, cioè 2.872,64 €. Tra luglio e novembre escono 12.710,64 €, il 42,4% di quello che hai incassato nel primo anno.

Con l'imposta al 15% le cifre salgono: 12.432,94 € a luglio e 3.737,62 € a novembre.

Quanto mettere da parte al mese

La scadenza di giugno si prepara dividendola per i mesi che mancano. Nell'esempio, per avere 9.838,00 € alla scadenza del 2026:

  • se cominci a luglio dell'anno di apertura, sono 13 mesi: 757 € al mese;
  • se cominci a ottobre, 10 mesi: 984 € al mese;
  • se cominci a gennaio del secondo anno, 7 mesi: 1.406 € al mese.

Prima cominci, più piccola è la quota. Poi resta novembre, e intanto si accumulano le tasse del secondo anno: la guida su quanto accantonare dà la percentuale da spostare a ogni incasso.

I contributi del primo anno, una precisazione

La legge toglie dal reddito i contributi versati nell'anno. Nel primo anno, con la Gestione Separata, non ne hai versati: nella dichiarazione c'è poco o niente da togliere, e l'imposta del primo anno è più alta della stima. Nell'esempio, senza contributi dedotti l'imposta del 2025 sarebbe 1.170,00 € invece di 864,98 €, e gli acconti del 2026 salirebbero con lei.

In compenso, nel secondo anno togli dal reddito tutti i contributi che versi quell'anno, saldo del primo e acconti del secondo: l'imposta del secondo anno scende. Gli esempi di questa guida, come le stime di Feen, tolgono i contributi nell'anno a cui si riferiscono; la cifra esatta è quella della tua dichiarazione.

Dal terzo anno in poi

Se gli incassi restano simili, dal terzo anno quello che versi in un anno è più o meno pari alle tasse di quell'anno: il saldo è piccolo perché gli acconti hanno già coperto quasi tutto. Come si calcolano saldo e acconti, e le date, lo spiega la guida su acconti e saldo.

Il conto con i tuoi numeri

Feen fa questo conto sugli incassi veri del tuo primo anno, letti dagli estratti conto, e ti dice quanto mettere da parte ogni mese fino alla scadenza di giugno.

Per un conto veloce c'è il calcolatore delle tasse del forfettario: scegli il tuo anno di apertura e vedi saldo e acconti della prima scadenza.

Da leggere anche

  • Acconti e saldo

    L'acconto del forfettario è il 100% dell'imposta dell'anno prima, in due rate del 50%; per i contributi l'80%, in due del 40%. Date, codici tributo, esempio.

  • Tasse del forfettario

    Nel forfettario paghi contributi INPS e imposta sostitutiva sugli incassi per il coefficiente. La formula, gli esempi 2026, l'aliquota al 5% e quando si paga.

  • Quanto accantonare

    Da forfettario in Gestione Separata metti da parte il 29% di ogni incasso con coefficiente 78% e imposta al 15%, il 23% con il 5%. Le percentuali e il perché.

  • Quanto fatturare

    Per 2.000 € netti al mese da forfettario servono 2.816 € di incassi al mese con coefficiente 78% e imposta al 15%. Le cifre da 1.500 a 5.000 € netti.

Domande

Perché il secondo anno di partita IVA si paga il doppio?

Perché nella stessa scadenza paghi due cose: il saldo del primo anno, su cui non hai versato acconti, e il primo acconto del secondo. Non è un'imposta doppia: l'acconto anticipa le tasse del secondo anno e l'anno dopo si scala dal saldo.

Nel primo anno si versano i contributi INPS?

Con la Gestione Separata no: i contributi del primo anno si versano a saldo l'anno dopo, insieme al primo acconto. Artigiani e commercianti hanno regole diverse, con contributi fissi sul minimale, che questa guida non copre.

Se apro la partita IVA a dicembre?

Conta l'anno solare: il primo anno dura un mese e la prima scadenza arriva a giugno dell'anno dopo, con il saldo calcolato sugli incassi di dicembre e gli acconti calcolati su quell'imposta.

Se il secondo anno guadagno meno del primo?

Con il metodo storico gli acconti restano calcolati sul primo anno, e quello che versi in più torna come credito nella dichiarazione dopo. Con il metodo previsionale puoi versarne meno, ma se sbagli per difetto paghi sanzione e interessi.

Fonti

  1. Come si paga l'Irpef: saldo e accontiAgenzia delle Entrate
  2. Risoluzione n. 93/E del 12 novembre 2019: acconti in due rate del 50%, anche per i forfetariAgenzia delle Entrate
  3. Regime forfetario: reddito e tassazioneAgenzia delle Entrate
  4. Gestione Separata, le aliquote contributive per il 2026 (circolare n. 8 del 3 febbraio 2026)INPS
  5. Scadenzario: versamento dell'imposta sostitutiva del regime forfetario, 20 luglio 2026Agenzia delle Entrate
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